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Abstract (Italiano) Nel presente saggio analizzo la centralità del tema del tempo nella produzione poetica di Raffaella Porotto, con un focus specifico sulla lirica E dopo. Attraverso l'esame della raccolta Cronologie di un’anima e di più recenti poesie pubblicate su Aletheia - A Journal of Literary and Linguistic Studies, identifico sette diversi aspetti o dimensioni in cui il tempo si manifesta nella sua opera: (i) come dimensione percettiva, (ii) come dimensione psicologico-soggettiva, (iii) come orizzonte di riferimento dell’esperienza, (iv) come agente, (v) come fenomeno determinato dai processi naturali; (vi) come oggetto del desiderio e (vii) come fattore determinante nel definire l’identità dell’individuo. L’analisi della poesia E dopo si sofferma sul concetto di vuoto percettivo, inteso come spazio o intervallo di sospensione tra gli eventi della coscienza provvisti di contenuto. Tale intervallo, descritto nella poesia principalmente in termini spaziali, non si configura come una semplice interruzione, ma rappresenta una condizione essenziale che consente all'individuo di costituire e percepire la propria continuità temporale. Il saggio evidenzia come la poesia della Porotto, rendendo sensibili e direttamente esperibili complessi nodi filosofici—quali la percezione psicologica del tempo, le dinamiche di ritenzione e protensione e la continuità temporale del vissuto come fondamento dell’identità individuale—divenga un luogo privilegiato in cui le condizioni trascendentali dell’esperienza diventano sensibili e direttamente esperibili dal lettore. Abstract (English) In this essay, I analyze the centrality of the theme of time in the poetry of Raffaella Porotto, with a specific focus on the poem E dopo. Through an examination of the collection Cronologie di un’anima and of more recent poems published in Aletheia – A Journal of Literary and Linguistic Studies, I identify seven distinct aspects or dimensions in which time manifests in her work: (i) as a perceptual dimension, (ii) as a psychological-subjective dimension, (iii) as a horizon of reference for experience, (iv) as an agent, (v) as a phenomenon determined by natural processes, (vi) as an object of desire, and (vii) as a determining factor in the definition of individual identity." The analysis of the poem E dopo focuses on the concept of perceptual emptiness, understood as a space or interval of suspension between conscious events endowed with content. This interval, described in the poem primarily in spatial terms, does not constitute a mere interruption; rather, it represents an essential condition that allows the individual to constitute and perceive his own temporal continuity. The essay shows how Porotto’s poetry, by rendering complex philosophical issues—such as the psychological perception of time, the dynamics of retention and protention, and the temporal continuity of lived experience as the foundation of individual identity—both perceptible and directly experienceable, becomes a privileged site in which the transcendental conditions of experience become sensuously accessible to the reader.